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BEVANDE
ALCOLICHE |
ASPRETTO
DI MORE
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| L’aspretto di more è un aceto di frutta aromatico, dal
sapore assai intenso e dolciastro e dalla colorazione
molto scura. Viene prodotto tutto l’anno e confezionato,
generalmente, in bottigliette da 250 ml. |
Territorio di produzione:
Provincia di Lucca. L’aspretto di more viene prodotto
in un’unica azienda situata in Lucchesia; annualmente
ne vengono prodotte circa 1000 bottiglie da 0,25 litri
ciascuna. La produzione viene assorbita quasi interamente
in zona tramite la vendita diretta in azienda o ai negozi;
anche ristoratori e aziende agrituristiche locali fanno
uso di questa specialità. Una piccola quantità
viene commercializzata nelle altre province toscane e
all’estero (Francia e Germania). |
Il mosto, prodotto nell’acetificio
con le more raccolte nei boschi della zona, viene in parte
distillato e in parte sottoposto a fermentazione. Le more
fermentate vengono sottoposte ad acidificazione lenta
al truciolo di faggio. Il mosto in fermentazione viene
versato a cascata su una struttura con un’asse centrale
e dei ripiani con filtri di trucioli di faggio: il contatto
con l’aria e con il faggio acidifica il mosto, conferendogli
un aroma particolare. Nella fase successiva, detta "ammorbidimento
dell’aceto", si aggiunge al mosto fermentato
quello dolce conservato in frigorifero e quello distillato.
Dopo il filtraggio, il prodotto viene lasciato invecchiare
per un anno in botti di rovere. |
| La tradizionalità dell’aspretto
di more e il suo aroma unico, sono legati principalmente
al particolare processo di trasformazione, agli attrezzi
e ai materiali impiegati (trucioli di faggio, botti di
rovere) e alle tecniche manuali di produzione che si sono
tramandate e raffinate nel tempo. Inoltre l’utilizzo
di more selvatiche dà a questo prodotto un gusto
molto più intenso e dolce rispetto a quello dell’aceto
ricavato da more coltivate. |
In Cucina:
L’aspretto di more viene utilizzato in molti piatti
tipici della zona: per insaporire i cibi, per attenuare
il sapore di selvatico della cacciagione e per cucinare
carni di struzzo. Ottimo accostamento si ha anche con
il caviale. Può essere ricavato anche dall’uva
di vitigni locali, ed è utilizzato nel sugo del
cacciucco, per cucinare la carne di vitella con la cipolla
e per preparare le cipolline in agrodolce. |
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BEVANDE
ALCOLICHE |
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| La biadina è un liquore di colore scuro, dal gusto
aromatico, delicato e un po’ amarognolo. Ha un intenso
odore di erbe e un basso grado alcolico (27% vol.) |
Territorio di produzione:
Provincia di Lucca |
Ottenuto
da un’antica ricetta, questo liquore prevede
una lunga macerazione della corteccia di Ginebona officinalis
insieme a droghe ed erbe aromatiche miscelate a china.
La biadina è un liquore che si consuma unitamente ad
una piccola quantità di pinoli e trae origine dai tempi
in cui si faceva il mercato del bestiame in piazza San Michele:
il nome "biadina" infatti deriva dalla biada per
i cavalli che veniva acquistata nello stesso negozio dove
si trovava un po’ di tutto. Il proprietario, di nome
Tista, era solito dire: "un po’ di biada per il
cavallo e un po’ di biadina per te" mentre mesceva
l’intruglio da lui creato.
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Produzione:
A Lucca, in via Santa Croce, solo un’azienda, nota anche
per la produzione della china, produce la biadina.Oggi la ditta
ne produce 8000 bottiglie da 750 cc l’anno, vendute prevalentemente
nella provincia di Lucca.Gli acquirenti sono ristoratori, negozi
locali, grossisti e una piccola percentuale della produzione
viene assorbita dal commercio elettronico. |
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BEVANDE
ALCOLICHE |
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| La china Massagli è un liquore ottenuto dalla macerazione
di diverse erbe e radici, dal colore scuro ma limpido, gusto
amarognolo, consistenza pastosa e aroma inconfondibile caratterizzato
da un insieme armonico di sapori in cui nessuno prevale sull'altro. |
Territorio di produzione:
Provincia di Lucca. |
La china Massagli viene ricavata dalla lunga macerazione
di corteccia di China Chincona Officinalis unitamente ad altre
erbe e spezie fra cui genziana, cannella, noce moscata, chiodi
di garofano. Preparata la macerazione con corteccia di China
Chincona, alcool puro, acqua decalcificata e numerose altre
erbe, questa viene lasciata riposare per un lungo periodo avendo
cura ogni giorno di emulsionarla al fine di creare un perfetto
amalgama con l'alcool. Dopo una prima filtratura, il liquido
viene trasferito in un altro contenitore dove vengono aggiunte
ancora acqua ed alcool, unitamente ad una quantità di
zucchero proporzionale alla quantità di prodotto finito
che si desidera ricavare. Il tutto va lasciato riposare per
almeno un'ora, poi viene filtrato una seconda volta al fine
di raggiungere la consistenza e la densità volute. Il
procedimento di lavorazione dura circa 4 - 5 mesi; viene confezionata
in bottiglie da 0,75 cl. |
Tradizionalità:
La china viene ottenuta da un'antica ricetta lucchese del 1855.
Per le sue caratteristiche terapeutiche e salutistiche questo
"elixir" è iscritto nella Farmacopea Ufficiale
e come tale viene venduto nella farmacie come prodotto medicinale. |
Produzione:
Fino al 1901 la china è stata prodotta nella sola farmacia
di Lucca che le conferì il nome, successivamente la sua
produzione ha interessato altre ditte espandendosi notevolmente,
tanto che la commercializzazione ha poi interessato anche l'estero
(Scozia, Stati Uniti). La produzione è dell'ordine delle
migliaia di bottiglie da 0,75 cl. |
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ALTRI PRODOTTI >>
BEVANDE
ALCOLICHE |
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DOC Bianchi e
Rossi delle Colline Lucchesi e di Montecarlo |
Per i Vini delle Colline Lucchesi, i vitigni coltivati,
per lunga tradizione, sono Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo
e Merlot per il rosso; Trebbiano Toscano, Greco, Grechetto,
Vermentino bianco, Malvasia del Chianti, Chardonnay e Sauvignon
per il bianco.
Per i Vini di Montecarlo, i vitigni sono Trebbiano Toscano,
Semillon, Pinot grigio e bianco, Vermentino, Sauvignon e Roussanne
per il bianco; Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino,
Malvasia nera e Syrah per il rosso. |
Territorio di produzione:
Colline Lucchesi; Montecarlo |
Oltre
ai metodi tradizionali della produzione, negli
ultimi anni è stata adottato da molti produttori
l’uso della barrique. Il vino, dopo un primo processo
di maturazione, viene fatto invecchiare in piccole botti
di rovere.
Le nuove tecniche di vinificazione e di imbottigliamento
hanno esaltato i pregi originari di questi vini che già
i Fiorentini e i Pisani apprezzavano e consumavano in abbondanza,
come appare documentato, fin dal Quattrocento, dai registri
commerciali di Lucca.
La produzione è destinata alla vendita diretta,
ai mercati locali e internazionali, anche attraverso la
commercializzazione via e-commerce. |
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